Vigile attesa, l’inchiesta esplosiva di Report 

▷ Ranucci: Vigile attesa “Emersi i dati ostacolati sui protocolli di cura”

La stagione di Report finisce con un’importante inchiesta esclusiva sulla vigile attesa.

La squadra di Sigfrido Ranucci si è focalizzata, oltre che sullo sviluppo del vaccino innovativo prodotto a Cuba, sul protocollo ministeriale tutt’ora vigente che “consiglia” (debunker docet) nei primi momenti della malattia la tachipirina e la vigile attesa.

A Milano, all’Istituto Mario Negri, da tempo viene sperimentata una possibile alternativa di cure precoci basate sugli antinfiammatori.

Peccato che tali protocolli abbiano conosciuto un’insolita apatia, quando non una vera e propria antipatia da parte delle istituzioni, antipatia immotivata, visto che studi randomizzati devono essere ancora realizzati.

Alcuni numeri però iniziano ad uscire: secondo le ricerche di Report tale protocollo comporterebbe nell’80% dei casi la regressione della malattia e quindi l’evitata ospedalizzazione anche di pazienti con altre patologie. La nuova prassi medica sarebbe però andata in contrasto con le indicazioni ministeriali.

Approfondiamo con Sigfrido Ranucci.  

L’inchiesta di Report sulla vigile attesa

 

“Siamo andati a vedere la sperimentazione di medici per quello che riguarda l’utilizzo degli antinfiammatori nei primi momenti del paziente affetto da Covid. Queste cure sono state fatte dopo aver sperimentato questa tecnologia all’Istituto Mario Negri.

Noi abbiamo scoperto che questo protocollo basato sulla somministrazione di antinfiammatori nei primi stadi della malattia comportava una regressione nell’80% dei casi della malattia ed evitava l’ospedalizzazione anche nel caso di malati con gravi patologie.

Quando si è parlato di farlo emergere, questo protocollo avrebbe avuto difficoltà con le istituzioni in quanto contraddiceva il protocollo ministeriale, quello della vigile attesa. Bisognava andare contro l’uso della tachipirina e questo avrebbe provocato dei problemi.

Noi cerchiamo di sollevare il caso affinché l’Aifa inizi a sentire seriamente questi medici”

In arrivo il nuovo vaccino cubano basato sulla tecnologia pediatrica

“È in arrivo un vaccino cubano prodotto dallo Stato con la collaborazione di un ricercatore che si basa sulla tecnologia dei vaccini pediatrici. Hanno messo in campo le loro conoscenze perché visto il loro lungo periodo di embargo non potevano comprare i vaccini dall’esterno e si sono attrezzati per fabbricarli loro i vaccini. Hanno messo in campo le loro conoscenze con un vaccino fatto dallo Stato con bassi costi.

Questo vaccino è tra i pochi al mondo che può essere somministrato ai bambini sotto i 5 anni”

“Il vaccino potrebbe essere richiesto con accordi tra paesi o rispettando le direttive europee dovrebbe passare attraverso l’Ema e l’Aifa. Che sia sicuro, secondo le autorità cubane, non c’è dubbio perché ha avuto zero reazioni avverse essendo stato sviluppato secondo la tecnologia pediatrica!

Lo sviluppo della pillola anticovid Paxlovid

La pillola Paxlovid è un antivirale che promette di avere un’efficacia dell’87% nei casi di ricovero. È una pillola che stiamo producendo anche noi ma prima della somministrazione ci vorrà qualche mese” 

 
 

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