Cosa porta la Befana: Draghi o Conte 3

Renzi boccia il Recovery Plan L’epifania il governo porta via?

“Alea iacta est”, Renzi insieme a Draghi varcano il Rubicone, con IV e non solo, al suo seguito?

Dopo il “CIAO”, (il contro-piano renziano), mandato a Conte, sono ormai in molti e non solo il nome, a voler provare a far cadere il Conte 2. Troppe le richieste di Italia viva al premier, alcune delle quali irricevibili. Non solo il Recovery infatti dovrebbe digerire Conte ma la rinuncia alla delega ai Servizi, oltre allo ius culturae per gli universitari stranieri, al Mes e ad altro ancora.

Cosa porta la Befana: Draghi o Conte 3? Per ora restano dei pen-ultimatum, ma talmente reiterati, che lasciano presagire la volontà di andare a vedere, senza passare ancora una volta la mano. Mentre Pd, M5s, Leu hanno infatti rilanciato le loro proposte, il nome del “contro piano”, messo dal leader di IV, sembra usato come, la conta dei resti di una partita a poker, che chiude i rilanci. 

Una tregua traballante fa passare le feste e il bilancio 

Sono ormai alcune settimane che è in atto una tregua armata, con la richiesta di tutti di un “cessate il fuoco”, ma che non ci sia una pace, sembra chiaro a tutti. Seppur vero è, che qualche giorno fa, la Teresa Bellanova aveva provveduto a disinnescare la crisi di Natale, direttamente con Conte. Da allora la crisi risulta congelata, ma ancora completamente aperta, troppe le incognite esistenti, soprattutto se Renzi sta tentando un grande bluff . La partita di poker, è tuttora in corso e la piega che prenderà e legata a quello che c’è nella testa dei due protagonisti: Giuseppe e Matteo. 

La stroncatura che Renzi fa del Recovery plan, difeso da Giuseppe Conte è pesante. Infatti lo definisce un “collage raffazzonato senz’anima“. A Conte resta un ultimo tentativo, per evitare che le ministre di IV, aprano con le loro dimissioni, ufficialmente la crisi di governo.

Un ipotesi che non smette di circolare anche se sempre smentita  

Quando Conte convocherà il Consiglio dei ministri sul Recovery, il 4 o 5 gennaio o forse dopo l’epifania, si potrà valutare se i partiti al governo, hanno trovato l’accordo. Quel famoso rimpasto che Renzi ha sempre smentito, affermando che: “se non ci sarà intesa faranno senza Iv”. Un piccolo rimpasto “pilotato”, per evitare la famosa crisi al buio, da tempo ipotizzata, che avrebbe un esito comunque non gradito.  

Mentre il M5S e alcuni elementi del PD raccontano, di non essere disposti a rimpasti, giocando la carta delle elezioni anticipate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dichiara – di osservare l’evolversi della situazione -.

Diversi Cittadini, pensano comunque che, anche questa volta, Renzi non porterà a conclusione le minacce reiterate e che tutto finirà in una bolla di sapone, Sarebbe in quel caso la definitiva fine del Renzi “Bomba” e una grave perdita di tempo e di credibilità del governo.  

Cosa porta la Befana: Draghi o Conte 3? Mentre la tregua e il cessate il fuoco reggono i contendenti affilano le armi 

La conferma l’abbiamo avuta proprio in occasione dell’intervento di Renzi al Senato, che nel dare il via libera alla manovra puntualizzava: “Italia viva dice sì alla manovra per lealtà istituzionale, ma denuncia i tempi compressi al Senato e afferma che dal rispetto delle forme democratiche, deriva la credibilità delle istituzioni, che viene messa duramente alla prova”. Il leader di IV si difende dale critiche così: “ A chi ci viene a dire siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità, rispondo che io ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura, perché pensiamo sia un valore la stabilità, ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo”. 

Un modo di sfidare, che passa da citazioni storiche anche tirando in ballo Aldo Moro come: “La verità illumina e dà coraggio”. Indiscrezioni di stampa, parlano di un Renzi intenzionato ad aprire la crisi, per poter sostituire Conte con Mario Draghi, uomo in grado di raccogliere una nuova maggioranza di governo Pd compreso.

MA CONTE NON INDIETREGGIA E SEMBRA PRONTO ALLA SFIDA

Non si può nascondere che, la partita è delicatissima. Una pericolosa partita è in corso, cominciata dal leader di IV, che è convinto di avere buone carte in mano. Quello che non potrà risolvere la contesa, è senza dubbio, il Recovery fund. Infatti la sua modifica, necessita di tempi lunghi, pur essendo urgente la sua sintesi politica. Lo ha ribadito il Premier durante la conferenza stampa di fine anno, annunciando un Cdm nei primi giorni di gennaio. Ma poi il confronto con le parti sociali, e un necessario passaggio in Parlamento, allungano i tempi fino ad almeno metà febbraio.

Quindi tempi troppo lunghi, per evitare uno scontro che rischia di esplodere, subito dopo l‘Epifania. Che seppur si porta “tutte le feste via”, non sembra in grado di portar via la crisi.

 

Movimento CittadiniNelCuore

 

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