Diffusione Covid19: che fare per controllarla

Ma siamo sicuri che le tre zone e i 21 parametri siano la soluzione giusta? 

La pandemia è ormai in atto da un anno. Le risposte per tenerla sotto controllo, hanno procurato una crisi economica senza precedenti. Le soluzioni messe in atto sono sempre state provvisorie, ed hanno subito variazioni continue senza aver ancora raggiunto una stabilità. Anche il variare (a volte settimanale) dell’inquadramento delle regioni in zone a differente rischio, non fa altro che evidenziare errori e liti tra governo e istituzioni regionali. 

Mancano chiaramente dei test attendibili, sulla validità delle limitazioni imposte, così come sulla validità dei protocolli di cure (che in molti casi sembrano palliative). Cure da attivare prima che il virus si insedi e moltiplichi, rendendone in seguito difficile la guarigione degli infettati. C’è incertezza anche sulla omogeneità dei dati raccolti dalle regioni, sia del peso che viene attribuito ai 21 parametri utilizzati per la classificazione settimanale o bisettimanale delle regioni. 

La gestione dell’apertura delle scuole, così come quella delle aperture dei locali pubblici sono risultate le più conflittuali. Ma l’aspetto più drammatico viene rilevato nella totale assenza di conoscenza, su quali possano essere le maggiori cause della diffusione del virus, così come quali garanzie di protezione, diano gli strumenti (mascherine in primis) resi obbligatori.

Quello che rende perplessi la mancanza di controlli che genera l’impotenza dello stato 

In ogni occasione di allentamento delle misure di contenimento, una parte della popolazione, che ritiene tali misure inutili, torna alle vecchie abitudini, non avendo neppure le attenzioni minime di sicurezza.      

La risposta delle istituzioni locali, a tali manifestazioni d’incoscienza, che provocano un proliferare del virus, si limita all’emissione di ordinanze. Tante norme che di fatto restano sulla carta, o al massimo fanno spostare i luoghi utilizzati per gli assembramenti.    

Ad esempio – resteranno chiuse al pubblico, per l’intera giornata, le seguenti aree:

-la scalinata della Cattedrale di ……, sia nella parte che si affaccia su Piazza I……, che su quella che si affaccia su Piazza ……….; Mentre servirebbero misure che possano poi essere applicate, insieme alle risorse e le forze necessarie a farle applicare. Come ad esempio:  

Da lunedì pur essendo zona gialla, occorre istituire controlli anti assembramenti, con l’impiego di n° xx pattuglie di polizia municipale, coadiuvate da n° xxx volontari della Protezione civile e rinforzate con steward (appositamente addestrati), con il preciso compito di:

  • evitare possibili assembramenti nelle zone centrali,
  • controllare l’ingresso dai Comuni limitrofi di auto e persone,
  • far stazionare pattuglie con il compito di monitorare tutte le zone nevralgiche, come la stazione dei treni a quella dei bus; oltre che alla fermata (nelle ore critiche) allo stadio e al palazzetto e negli altri punti di consueto assembramento. Inoltre nei giorni e ore tipici anche nei luoghi cruciali di traffico studentesco e soprattutto per tenere sotto controllo, gli assembramenti sulle navette dirette ai vari istituti superiori,
  • visionare le aree di massima allerta e a maggiore concentrazione, d’esercizi commerciali e artigianali, rafforzando la vigilanza delle forze dell’ordine e della polizia municipale, in forma prevalentemente dinamica, anche con pattuglie a piedi.
  • estendere il controllo anche ai principali centri commerciali come ipermercati, outlet, grandi magazzini, individuati come a più alto afflusso di persone.

Gli agenti di polizia locale copriranno il servizio dalle ore 7 del mattino fino alle 14. A supporto della polizia locale, si utilizzeranno i volontari della Protezione civile, e nuove forze ( steward incaricati) appositamente addestrate.  

La grande distribuzione  deve essere sensibilizzata  a sviluppare l’utilizzo di sistemi di prenotazione. Così come le consegne a domicilio e inoltre far si che sia minimizzato il rischio di stazionamenti al di fuori dei punti vendita.

Come finanziare un vero e continuo controllo del territorio 

Una grande quantità di Miliardi viene già spesa, da prima che nascesse il problema Covid, senza però utilizzarla per raggiungere l’obbiettivo giusto. Mentre occorrerebbe una voce unica di bilancio, calibrata alle necessità dell’anno, ma utilizzata come investimento e amministrata con controlli accurati continui e  nella massima trasparenza.

Con il Covid: Tanti (troppi) sono i sussidi che l’Inps gestisce in modo poco felice

Infatti è stata estesa a tutti la cassa integrazione, come cassa ordinaria con nuove causali e allargata Naspi anche ai collaboratori. 

Nel 2020 il dato dell’Inps, ci raccontava di qualcosa come 8 milioni di lavoratori in cassa integrazione, autorizzati. Una moltitudine di forze lavoro tenute ferme a far nulla, per mantenere l’indispensabile posto di lavoro, anche se con una penalizzazione retributiva. L’Inps nel 2020 ha poi in effetti pagato, circa la metà delle 4,2 miliardi di ore di cassaintegrazione autorizzate. Praticamente l’equivalente di 1 milione e trecentomila lavoratori a tempo pieno per 12 mesi.

Fermo restando che tutte le persone in età lavorativa, debbono poter essere aiutate al reinserimento nei cicli produttivi. Ciò deve avvenire con l’obbiettivo di tutelare attraverso il recupero dell’idoneità dei lavoratori, ad eseguire i lavori esistenti o emergenti.

L’attuale sistema secondo le prime stime, ci costa 20 miliardi nella fase di transizione e 10 miliardi anno a regime

Occorre trasformare i tanti SUSSIDI, posti a tutela dei disoccupati, in un nuovo modo di supportare chi cerca lavoro. Tutti coloro che debbono entrare nel mondo del lavoro o essere riciclati devono essere presi in carico dallo stato. Allo scopo di essere messi in uno stato di formazione e addestramento utile e necessario per essere avviati ad un nuovo lavoro, anche in modo temporaneo quando siano in attesa di tornare al precedente.  

La formazione continua potrebbe diventare la vera protezione, e nelle more di assorbimento del mercato del lavoro, devono essere utilizzati per lavori di volontariato, togliendoli la disponibilità di tempo e quindi la possibilità di essere utilizzati dal mercato nero.   

La sfida che ci attende ora, è quella di superare lo tsunami causato dal virus, attrezzandosi per contrastarlo e far ripartire l’economia del Paese.

Il nostro mercato del lavoro, che era già sofferente, si trova di fronte non solo ad un ulteriore rallentamento della crescita, ma in uno stato di decrescita.  Insomma dal precedente galleggiare, è precipitato prima in una pesante sofferenza e poi in una profonda crisi, dalla quale, molte attività non si riprenderanno. Inoltre avendo la pandemia virulenza diversa nei territori, le già presenti differenze di mercato del lavoro, si sono ampliate sempre più, con le conseguenze che si paleseranno nel tempo.

Crediamo dunque che su un punto, quale la “FORMAZIONE CONTINUA”, occorra investire e insistere nella sua messa a punto, e soprattutto subito, prima che sia troppo tardi.

 

Movimento CittadiniNelCuore

 

Allegati: 

Sussidi Inps 2021: Cassa integrazione

  • Euro 998,18 lordi, corrispondenti a 939,89 euro netti se la retribuzione lorda mensile non è superiore a 2.159,48 euro;
  • Euro 1.199,72 lordi, corrispondenti a 1.129,66 euro netti se la retribuzione lorda mensile è superiore a 2.159,48 euro.

Sussidi Inps 2021: indennità di disoccupazione NASPI

  • Se la retribuzione mensile calcolata è pari o inferiore ad euro 1.227,55 (valore di riferimento per l’anno 2021 comunicato dalla circolare numero 7) la NASPI sarà pari al 75% della stessa retribuzione mensile;
  • Se l’importo ottenuto è superiore ad euro 1.227,55 il sussidio sarà pari al 75% di 1.227,55 cui sommare il 25% della differenza tra la retribuzione mensile ed euro 1.227,55.

In ogni caso, l’importo mensile dell’indennità NASPI non potrà superare euro 1.335,40, valore di riferimento per il 2021, anch’esso comunicato con la Circolare numero 7.

Sussidi Inps 2021: indennità di disoccupazione DIS-COLL

Nel caso in cui il risultato sia pari o inferiore ad euro 1.227,55 (valore relativo al 2021 come da circolare INPS) la DIS-COLL sarà pari al 75% del citato reddito mensile.

Al contrario, l’importo della prestazione dovrà essere formato da:

  • 75% calcolato su 1.227,55 euro;
  • All’importo di cui sopra, si dovrà sommare il 25% della differenza tra la retribuzione mensile ed euro 1.227,55.

Sussidi Inps 2021: contributo di licenziamento

Di conseguenza, a seguito di quanto comunicato dalla circolare INPS in merito ai valori di riferimento per la NASPI (euro 1.227,55) per ogni 12 mese di permanenza in azienda negli ultimi tre anni, il datore è tenuto a farsi carico di un contributo pari ad euro 503,30.

Pertanto, tenendo conto del tetto massimo dei 36 mesi, per un lavoratore in forza da tre o più anni l’onere da versare all’INPS sarà pari a 503,30 * 3 = 1.509,90 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.