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Voci di blocco cessione Autostrade fanno volare Atlantia

Il logo di ”Autostrade per l’Italia” a Roma 17 settembre 2019. ANSA/FABIO FRUSTACI

Super Mario conosce bene il dossier: era direttore generale del Tesoro quando l’infrastruttura fu privatizzata nel 1999

Atlantia non fa prezzo in apertura a Piazza Affari e poi arriva a toccare un rialzo sopra il 5%, a 15,3 euro, sulla scommessa, da parte degli operatori, che la prospettiva di Mario Draghi a Palazzo Chigi sblocchi velocemente l’impasse della controllata Autostrade, ormai impantanata da fin troppo tempo in un delicato riassetto.

Draghi, del resto, non soltanto è un uomo di mercato ma ha avuto un ruolo cruciale in una parte delle privatizzazioni italiane e, soprattutto, era direttore generale del Tesoro quando la stessa Autostrade è stata venduta alla cordata dei Benetton, a cavallo tra il 1999 e il 2000, e conosce dunque molto bene il dossier su cui, da mesi, Atlantia sta negoziando con il consorzio Cdp-fondi per la cessione della maggioranza.

Se il timore poteva essere che un nuovo premier o un Governo tecnico rallentasse ulteriormente le trattative, con l’eventuale arrivo di Draghi e’ certamente fugato. In più, in attesa che per fine febbraio Cdp-fondi formulino un’offerta vincolante (ne discuterà il cda di Atlantia il 5 febbraio) e che il Governo italiano fornisca spiegazioni alla Commissione Ue sul Decreto Milleproroghe, il fondo Tci – azionista al 10% di Atlantia – e’ tornato a chiedere un’adeguata valorizzazione di Aspi nel processo di vendita.

In un’intervista al Sole 24 Ore, il partner Jonathan Amouyal ha sottolineato che l’88% di Autostrade in mano alla holding vale 11-12 miliardi e ha invitato il consorzio di Cdp a formulare un’offerta equa. Inoltre, ha rimarcato che l’esecutivo italiano sulla partita Aspi sta violando diversi principi dell’Unione Europea e che Atlantia deve al più presto tornare alla normalità.

Arriva Draghi e le azioni di Atlantia, Tim e delle banche volano

Dai dossier di Autostrade e della rete unica di banda larga che potrebbero sbloccarsi ai titoli più sensibili allo spread e agli investimenti del Recovery Fund: i broker giocano in Borsa la carta Draghi provando a capire quali titoli di Piazza Affari potrebbero trarre beneficio nel breve e nel medio termine da un Governo italiano guidato dall’ex presidente della Bce. 

Attualmente circa il 27% del debito governativo italiano è detenuto dalle banche nazionali, contro il 22% in Spagna. Si tratta di valori più elevati rispetto alla media dell’Eurozona, dove il valore si assesta al 16%.  A metà della seduta di venerdì 5 febbraio Unicredit guadagna il 4,1%, Intesa sale del 3,7% prima della diffusione dei risultati del 2020, Mediobanca +2,8%, Banco Bpm +3,1%, Bper +5,2%.

Sono le banche a guidare la riscossa di Piazza Affari, galvanizzata dall’idea che Mario Draghi guiderà il nuovo governo.

L’indice del settore banche della Borsa di Milano si appresta a chiudere la settimana con un guadagno del 14%, migliore settimana da un anno e mezzo a questa parte.

In una settimana l’indice del settore ha guadagnato il 14%. Draghi vuole dire fiducia, e con la fiducia sale il valore dei titoli di Stato in portafoglio alle aziende di credito. Intesa ne ha per 93 miliardi, Unicredit per 45 miliardi. Quella che sembrava una debolezza degli istituti italiani, improvvisamente diventa un punto di forza.

Secondo Bank of America (Bofa), grazie al calo dei rendimenti dei Btp le banche italiane hanno un potenziale di rialzo complessivo del 30%. Per Unicredit Bofa fissa un target price di 10 euro, che vuole dire un upside del 16% rispetto al prezzo di oggi. Per Intesa il target price è 2,5 euro, con un potenziale di rivalutazione del 25%.

Perché gli investitori puntano soprattutto sulle banche per festeggiare Draghi? I motivi sono due: uno è legato alla scommessa che sotto la guida dell’ex presidente della Bce l’economia italiana saprà riprendersi celermente e gli utili delle banche, si sa, sono strettamente legati al ciclo dell’economia. Più le aziende di qualsiasi settore (industria, servizi, agricoltura) crescono e investono, più il sistema creditizio lavora e guadagna.

Riduzione dello spread e Recovery Fund i fattori chiave per scegliere i titoli su cui puntare con il nuovo corso politico in arrivo.

Da quando ieri sera il portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato l’incontro di oggi al Quirinale, l’idea che sia ‘Super Mario’, l’uomo del ‘whatever it takes’, a guidare il Paese fuori dalla crisi politica e a scrivere il piano per sfruttare gli oltre 200 miliardi del recovery fund, piace ai mercati.

Piazza Affari, sin dalle prime battute della mattina, ha iniziato a correre, riportandosi, in giornata, vicina ai massimi post-Covid, per poi chiudere in rialzo del 2,09% a quota 22.527 punti. Lo spread tra Btp e Bund, in una sola giornata, è sceso di 8 punti base, portandosi a quota 105 (erano 101 l’8 gennaio, non si scende sotto quota 100 dall’inizio del 2015).

Fonti: Agi;  orafinanza; ilsole24ore

Movimento CittadiniNelCuore

 

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