Vaccini: differenze, pro e contro

Nuovi vaccini anti COVID-19 a base di proteine

Una vecchia tipologia di vaccino, non ancora in uso per combattere il Covid.

Si tratta di vaccini che hanno dimostrato, nei relativi studi clinici, di essere capaci di indurre una forte protezione, con meno effetti collaterali  

I vaccini:
  • a base di proteine, infatti, sono stati usati per decenni per proteggere dalle infezioni virali (anti epatite, anti influenza…); per suscitare una risposta immunitaria protettiva utilizzano proteine del virus, insieme a coadiuvanti che stimolano l’immunità, invece di un frammento di codice genetico che le cellule devono “leggere” per produrre le stesse proteine.
  • I vaccini proteici contro il COVID-19 non sono ancora in uso – eccetto che in Indonesia –. Vaccini che hanno dimostrato negli studi clinici di essere capaci di indurre una forte protezione, con meno effetti collaterali di altri vaccini anti coronavirus.

Aggiornamento 15 novembre 2021
Stanno per essere autorizzati nuovi vaccini a base di proteine, prodotti da Novavax e da altre aziende farmaceutiche. Si tratta di vaccini che potrebbero permettere di evitare lo scetticismo di coloro che vogliono la protezione ma hanno paura degli effetti collaterali; così come delle tecnologie relativamente nuove dei vaccini a mRNA o a vettore virale.

Il vaccino Novavax ha completato all’inizio dell’anno uno studio su 30.000 persone, dimostrando di offrire una protezione maggiore del 90% contro i sintomi del COVID-19. Dati di efficacia sono disponibili anche per il cinese Clover (un vaccino efficace al 67% verso i sintomi del COVID causato da ceppi più virulenti delle varianti Delta e Mu); mentre Sanofi e GSK stanno conducendo una sperimentazione di fase III per un altro vaccino a base di proteine che coinvolge migliaia di partecipanti in Africa, Asia e America Latina.

La sicurezza dei vaccini proteici

Nessuno dei circa 50 vaccini COVID-19 a base di proteine, ora in fase di test clinici in tutto il mondo, ha causato effetti collaterali importanti. Anche molte delle reazioni tipicamente causate dai vaccini a mRNA o a vettore virale – mal di testafebbre, nausea e brividi -. Mentre si sono dimostrate molto meno frequenti con i vaccini a base di proteine. Il profilo di sicurezza sembra essere molto simile a quello dei vaccini antinfluenzali; vaccini che da anni vengono utilizzati in tutto il mondo, e questo potrà permettere a molte persone di non preoccuparsi più di tanto e di accettare la vaccinazione.

Oltre alle diverse modalità di produrre le proteine, i nuovi vaccini usano diverse sostanze adiuvanti per stimolare la risposta immunitaria. Questo comporterà conseguentemente diversi tipi di risposte al vaccino, ma comunque minori effetti collaterali.

Quindi le preoccupazioni sugli effetti collaterali dei vaccini a mRNA, spingeranno probabilmente molte persone a cercare di fare i richiami con vaccini a base di proteine, quando saranno disponibili.

Infatti la strategia mix-and-match – cioè cambiare tipo di vaccino dopo le prime due dosi – è stata collaudata. Gli studi hanno dimostrato che anche quando viene somministrato un vaccino diverso dopo il primo, l’efficacia nel prevenire la malattia non cambia.

Vaccini COVID-19 a vettore virale

Un vaccino a vettore virale utilizza un virus (generalmente un adenovirus incompetente per la replicazione) per portare all’interno della cellula la sequenza del codice genetico che codifica per la proteina spike. Il sistema immunitario si attiva contro la proteina. Producendo degli anticorpi che, qualora il soggetto entrasse a contatto con il virus, lo proteggeranno dall’infezione.

 

L’Agenzia Europea per i medicinali e l’AIFA hanno finora autorizzato due vaccini anti COVID-19 a vettore virale.

I vaccini a vettore virale autorizzati da EMA e AIFA sono Vaccino Vaxzevria e COVID-19 Vaccine Janssen.

Il vaccino è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1); modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2. È un organismo geneticamente modificato. La tecnologia del vettore virale utilizzata per questo vaccino è già stata testata con successo ed è utilizzata per prevenire altre malattie.
Gli ingredienti inattivi (eccipienti) sono: L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, Magnesio cloruro esaidrato, Polisorbato 80 (E 433), Etanolo, Saccarosio, Sodio cloruro, Disodio edetato (diidrato), acqua per preparazioni iniettabili. Il vaccino non contiene conservanti.

La tecnologia mRNA non è nata con Covid-19

Il sogno degli scienziati, infatti, era quello di ottenere un vaccino terapeutico contro il cancro, che non aveva avuto successo. Vent’anni di ricerca che non avevano raggiunto il fine, che sono stati “recuperati” però, spostando l’obiettivo, dalla lotta al cancro, al Covid.
In una sua riflessione, il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas, si esprime così – Il sogno dei vaccini anticancro ha portato ai primi vaccini antiCovid-19: dove può portarci adesso? I risultati che abbiamo ottenuto, e stiamo ancora ottenendo, con i vaccini a RNA messaggero stanno alimentando la ricerca. Intanto ricordiamoci che abbiamo già due vaccini preventivi contro il cancro: quello anti-epatite B, che previene non solo la malattia infettiva ma anche il tumore del fegato, ovvero una delle conseguenze dell’epatite cronica; e quello che protegge dall’infezione del papilloma virus umano (HPV) che causa i tumori della cervice uterina e altri tipi di tumore ( testa e collo) che colpiscono donne e uomini.

Come sono fatti questi vaccini a mRNA

Il vaccino anti Covid-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), conosciuto anche come Pfizer-BioNTech, e il Covid-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 funzionano in modo diverso rispetto ai vaccini tradizionali: non contengono virus vivi, attenuati o frammenti del rivestimento virale. 

Sfruttano molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) per “insegnare” alle nostre cellule come assemblare la proteina Spike, che è la chiave con cui il Coronavirus SARS-CoV- 2 entra nell’organismo e lo infetta. 

La proteina Spike così assemblata viene riconosciuta come estranea dal sistema immunitario che, a sua volta, produce anticorpi neutralizzanti in grado di bloccare il Coronavirus. 

L’RNA è il materiale genetico che contiene le istruzioni per la sintesi di nuove proteine: in questi vaccini c’è solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike.

Quali sono gli effetti avversi della vaccinazione nell’età pediatrica?

Fonte:https://www.ilsole24ore.com/ Risponde Rino Agostiniani, Tesoriere Società italiana pediatria

«I dati degli studi che abbiamo attualmente a disposizione sono quelli che hanno portato all’approvazione della vaccinazione nella fascia d’età 5-11 da parte degli organismi internazionali di verifica e controllo. Questi dati ci dicono che gli effetti avversi sono rari e di lieve entità: dolore locale, senso generale di malessere, mal di testa. Tutto questo accade in situazioni molto rare e in maniera simile a quello che si verifica per le fasce d’età più avanzate.

Nella fascia 12-16 anni sono stati descritti dei casi di miocardite ma abbiamo visto che si tratta di eventi assolutamente rari, ad evoluzione benigna e che sono sicuramente molto meno frequenti e importanti di quello che invece può accadere una volta che si viene in contatto con il virus».

 

La vaccinazione potrebbe avere degli effetti a lungo termine sui bambini?

Risponde Giovanni Vitali Rosati, Tavolo Tecnico Vaccinazioni Sip Fonte:https://www.ilsole24ore.com/

«Dobbiamo distinguere due tipologie di problemi: una di tipo biologico e una basata sui dati.

Quest’ultima al momento non è possibile averla in quanto dobbiamo fare un periodo di osservazione e follow up sufficientemente lungo per poter dire cosa succederà più tardi, tra qualche anno o tra diversi mesi.

La sperimentazione di cui abbiamo disponibilità ha avuto un follow up piuttosto breve durante il quale non si sono verificati effetti collaterali importanti, neanche le miocarditi. Dal punto di vista biologico, invece, posso escludere che ci possano essere degli effetti collaterali a lungo termine.

É una bufala che l’mRNA messaggero rimanga nel vaccinato e possa a lungo termine andare a dare qualche alterazione. Sappiamo, infatti, che questo mRNA messaggero una volta entrato nel nostro organismo dà il messaggio della costruzione della proteina spike e poi viene immediatamente distrutto, quindi non ci sono alterazioni genetiche. Da questo punto di vista dunque massima tranquillità.

Dal punto di vista dei dati disponibili, invece, ancora non li abbiamo e quindi potremo rispondere bene a questa domanda tra un po’ di tempo».

Fonti: https://www.ospedalebambinogesu.it/ ; www.swissmedic.ch ; www.ilsole24ore.com  https://fondazionehumanitasricerca.it

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